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paul mesnager

Atelier di Arte Pubblica

Dai principi di Specific Art nasce il progetto MAAP ATELIER DI ARTE PUBBLICA MATERA, un inedito format di residenza e studio d’artista mirato alla realizzazione di un’opera pubblica nella città di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, insieme alla comunità creativa locale.

Specific Art offre inoltre all’utente la possibilità di collaborare con gli artisti del gruppo per la realizzazione di progetti di Arte Pubblica (vedi la sezione Lancia il tuo progetto), insieme alla possibilità di acquistare le singole opere senza l’intermediario galleristico (Overview). Per approfondimenti sul lavoro di ciascuno clicca sulla voce Artisti.

david scognamiglio

About Specific Art

Chiamiamo «arte specifica» o «specific art» tutto quell’insieme di espressioni artistiche che spaziano dalle pitture su muro, installazioni, fotografie alla scrittura come forma letteraria, in dialogo con il concetto di luogo.

Prima ancora che porvi una riflessione a posteriori, queste arti nascono e prendono forma dallo studio del luogo specifico in cui queste si inseriscono. Si tratta di uno studio antropologico, storico, sociale e particolare che nasce nel limite spaziale in cui le opere si collocano e si estende al territorio circostante, abbattendone confini geografici e ideologici.

Essendo in continuo mutamento l’idea di città, l’arte specifica generalmente opera nelle periferie: geografiche o concettuali rispetto ad un immaginario centro/fulcro, le opere qui si inseriscono con la volontà di offrirne un volto identitario e non permanente. Interventi dunque effimeri per permettere ad ogni contemporaneità di lasciare in quei luoghi i propri segni.

Crediamo che il linguaggio in tutto questo svolga un ruolo fondamentale. La costruzione del mondo avviene tramite il mezzo che permette all’uomo di possederlo: la parola.

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ltalo Calvino, “Le città invisibili”, 1972

– Dimmi ancora un’altra città, – insisteva.

[…] Era l’alba quando disse: – Sire, oramai ti ho parlato di tutte le città che conosco.

– Ne resta una di cui non mi parli mai.

Marco Polo chinò il capo.

– Venezia, – disse il Kan.

Marco sorrise. – E di chi altro credevi che ti parlassi?

L’imperatore non batté ciglio. – Eppure non ti ho mai sentito fare il suo nome.

E Polo: – Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia.

– Quando ti chiedo di altre città, voglio sentirmi dire quelle. E di Venezia, quando ti chiedo di Venezia.

– Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia.

– Dovresti allora cominciare ogni racconto dei tuoi viaggi dalla partenza, descrivendo Venezia così com’è, tutta quanta, senza omettere nulla di ciò che ricordi di lei […].

– Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano, – disse Polo. – Forse Venezia ho paura di perderla tutta in una volta, se ne parlo. O forse, parlando di altre città, l’ho già perduta poco a poco.